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Newsletter n. 5 - Tasso fisso e tasso variabile - tasso swap ed euribor

 

 

Quando i tassi d'interesse salgono, i prezzi degli asset scendono. Questa è economia 101." — Warren Buffett 

 


 

 

 

Newsletter n.5 – Tasso fisso e tasso variabile - tasso swap ed euribor

 

 

Nella mia precedente attività c’era una domanda che facevo a tutti i laureandi o neolaureati che dovevo intervistare per un lavoro nel Debt Capital Markets e che molto spesso suscitava risposte molto fantasiose o sguardi totalmente persi e bocca spalancata. La domanda era questa: “mi sa dire cos’è il tasso swap a 5 anni”?

Per chiunque lavori nel settore reddito fisso è una domanda banale, è come chiedere a un macellaio se sa cos’è lo scamone, eppure all’università nei corsi di laurea in Finanza non lo insegnano. Capisco che non lo si insegni alla laurea triennale in economia, ma ad una laurea specialistica in Finanza me lo aspetterei.

 

Dunque,nel mio tentativo attraverso queste newsletter di rendere comprensibili alla maggior parte dei non esperti, i principali temi di finanza proverò qui a spiegarlo. Premetto che la spiegazione sarà molto semplificata, quindi gli addetti ai lavori potrebbero inorridire, ma come ho già scritto altre volte, non mi rivolgo agli addetti ai lavori.

 

Cominciamo dunque dalla distinzione fondamentale tra tasso fisso e tasso variabile: chiunque abbia fatto un mutuo per acquistare casa si sarà sentito chiedere se vuole fare il mutuo a tasso fisso o variabile. Nel primo caso il tasso con cui vengono calcolati gli interessi è fissato alla stipula del mutuo e quindi le rate da pagare sono certe, mentre nel secondo caso il tasso d’interesse cambia ogni mese sulla base del tasso di mercato chiamato Euribor. L’euribor è il tasso a cui si prestano le banche denaro tra di loro alle scadenze brevi, da un mese a un anno. Quindi se una banca chiede a un’altra banca un prestito per 3 mesi il prestito avrà un tasso d’interesse pari all’Euribor a 3 mesi del giorno in cui inizia il prestito. Se chiede un prestito a 6 mesi il tasso sarà quello dell’euribor a 6 mesi, e così via. Questo tasso cambia continuamente, in ogni istante è possibile vedere su Bloomberg una tabella con i tassi euribor per tutte le scadenze da 1 a 12 mesi, questi valori mutano continuamente esattamente come i tassi di cambio delle valute. Quando un titolo o un mutuo è indicizzato all’Euribor, vuol dire che il tasso d’interesse cambierà ogni mese in base al valore dell’euribor di quel giorno più lo spread (ovvero il margine per la banca).

 

Se dunque io penso che i tassi scenderanno nei prossimi anni, mi conviene stipulare un mutuo a tasso variabile in modo che il tasso d’interesse che pago alla banca si riduca, se la mia previsione si avvera ed i tassi scendono. Ma se invece i tassi poi salgono allora pagherò una rata che ogni mese salirà in base alla crescita dei tassi d’interesse. Chi fa un mutuo a tasso variabile quindi non sa quanto pagherà di rata ogni mese, si assume dunque un rischio di tasso d'interesse. 

 

Non sto qui a spiegare perché i tassi si muovono continuamente, ma basti sapere che le politiche delle banche centrali, la liquidità dei risparmiatori, la crescita dell’economia e soprattutto l’inflazione attesa sono tutti fattori che fanno salire o scendere i tassi d’interesse. Alla fine il tasso d’interesse rappresenta un prezzo, il prezzo del tempo (o per semplificare il prezzo della disponibilità di denaro per un periodo di tempo), ed esattamente come il prezzo del petrolio o il cambio dollaro/euro, questo prezzo sale e scende ogni giorno.

Fino a qui credo di aver detto cose che la maggior parte di chi legge ha ben chiare.

 

Veniamo al tasso Swap: il tasso swap è il tasso fisso corrispondente all’euribor a 3 mesi per una scadenza di un anno o più anni. Quindi se una banca chiede ad un’altra un prestito a 5 anni con un tasso che non cambi nel tempo ma resti lo stesso per tutta la durata del prestito, questo tasso sarà il tasso swap a 5 anni, che è il tasso fisso che in quel momento il mercato ritiene sia equivalente al tasso Euribor aggiornato ogni 3 mesi per una durata di 5 anni. Allora supponiamo che il tasso Euribor a 3 mesi oggi sia il 3% ma le aspettative siano di tassi in salita, per cui si pensa che andrà al 3.1% e poi al 3.2% e così via, a questo punto il tasso swap a 5 anni sarà più alto del 3% perché chi riceve un tasso fisso vorrà ricevere un tasso che sia equivalente al tasso medio che si ha ricevendo il 3% il primo trimestre, 3.1% il secondo, e così via. Magari sarà il 3.5% o il 4%. Perché tiene in conto la probabilità che ogni 3 mesi l’euribor salga. Se invece il mercato si aspetta che l’euribor nei prossimi anni scenda, allora potremmo avere anche un tasso swap a 5 anni inferiore al 3% (e si parla di curva dei tassi invertita).

 

Il tasso swap serve anche per calcolare i rendimenti delle obbligazioni corporate, ovvero dei titoli emessi dalle aziende o dalle banche. Infatti la gran parte delle obbligazioni sono emesse a tasso fisso, perché gli investitori istituzionali preferiscono lavorare su un rendimento certo (poi possono coprirsi il rischio di tasso in vari modi ma qui non starò a spiegare come). Allora per decidere come confrontare le obbligazioni di varie società, o anche obbligazioni della stessa società su scadenze diverse, si confronta il rendimento del titolo con il tasso swap della durata corrispondente alla scadenza del titolo. Quindi se il titolo a 10 anni della ACME Inc rende il 5% e il tasso swap a 10 anni è il 4% vuol dire che il titolo in questione paga l’1% sopra il tasso swap (o 100 basis points come si dice sul mercato). Questo 1% è il famoso spread, che non esiste solo per i BTP e i titoli governativi ma anche per le obbligazioni corporate. La differenza è che per i BTP lo spread si calcola sul rendimento del Bund corrispondente, per le obbligazioni corporate si calcola sul tasso swap corrispondente.

E così spero almeno con questo post di aver salvato qualche aspirante analista di Debt Capital Markets da una figuraccia al prossimo colloquio 😊

 

 

Disclaimer: quanto sopra scritto rappresenta unicamente il pensiero, alla data attuale, di Claudio Livolsi e non vuole in nessun modo essere una sollecitazione ad investire o a disinvestire in titoli o altri strumenti di investimento. Le società sopra nominate non sono in alcun modo collegate a Claudio Livolsi. Claudio Livolsi potrebbe o  meno aver investito a titolo personale in uno o più dei suddetti titoli. Claudio Livolsi, titolare del sito CLDA Consulting, non è responsabile in alcun modo per investimenti o disinvestimenti effettuati in seguito alla lettura del suddetto articolo

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